MIGRAZIONI & ANTIRAZZISMO

Parole cattive. Il dibattito pubblico, i media e l’hate speech

Le parole possono fare molto male. Soprattutto se sono pronunciate da personaggi che rivestono incarichi pubblici di rilievo. Il discorso ostile e violento può trasformarsi in una scure affilatissima se viene utilizzato nella comunicazione e nella propaganda politica.

Le parole possono fare molto male. Soprattutto se sono pronunciate da personaggi che rivestono incarichi pubblici di rilievo. Il discorso ostile e violento può trasformarsi in una scure affilatissima se viene utilizzato nella comunicazione e nella propaganda politica.

E’ accaduto spesso in questi anni, quando le retoriche politiche hanno scelto come bersagli privilegiati i migranti, i richiedenti asilo, i rifugiati, i rom o qualsiasi minoranza considerata estranea a priori rispetto al gruppo dominante. Non solo Italia.

Si è occupato di questo l’incontro internazionale Parole cattive. Il dibattito pubblico, i media e l’hate speech, che si è tenuto a Roma il 22 e il 23 Novembre2019, è stata l’ultima tappa del percorso partecipativo che Lunaria ha promosso insieme a Adice (F), Antigone (GR), Grenzelos (A), Kisa (CY) e SOS Racisme (S) per analizzare e discutere in modo specifico l’uso politico dell’hate speech e le esperienze realizzate sino ad oggi per combatterlo in diversi paesi europei.

Attivisti, ricercatori indipendenti e cittadini non organizzati hanno partecipato a sei seminari nazionali, alla redazione di sei dossier nazionali e di un dossier internazionale, a partire dall’esame di discorsi offensivi o minacciosi pronunciati e/o diffusi pubblicamente attraverso la rete, nei comizi elettorali, nelle manifestazioni pubbliche, nei materiali di propaganda (manifesti, volantini, striscioni, immagini online).

Durante l’incontro del 22 e 23 novembre, gentilmente ospitato dall’Arci, in via dei Monti di Pietralata 16, sono stati presentati e discussi gli esiti del lavoro svolto grazie all’interlocuzione con studiosi e esperti italiani e stranieri. L’incontro prepara il lancio di una campagna di sensibilizzazione online su questo tema che sarà condotta nei primi mesi del 2020.  

Hanno offerto il loro contributo alla discussione: Alexandros Afouxenidis Ricercatore del Centro Nazionale per la Ricerca Sociale di Salonicco – Paola Andrisani, Lunaria – Paola Barretta, Carta di Roma – Hassan Bassi, CNCA, campagna ioaccolgo(IT) – Ejaz Eahmad, mediatore interculturale, Roma – Giorgia Furlan, giornalista e social mesdia strategist, La 7 – Abdulhamid Kwieder Dokustelle, Vienna – Giuseppe Faso, associazione Straniamenti di Empoli – Marina Girona, SOS Racisme, Barcellona – Marcello Maneri (I) Professore di sociologia, Università di Milano Bicocca – Martino Mazzonis, giornalista – Grazia Naletto, Lunaria – Mara Petrocelli, Lunaria – Annamaria Rivera, antropologa – Liriam Sponholz, Scienze della comunicazione, Università di Monaco di Baviera – Andreas Takis, Università Aristotele di Salonicco – Nikolas Tsekas NEUSTART, Vienna.

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Il programma

Le parole che fanno male di Grazia Naletto

Speaking properly, living better di Marina Girona-Raventós

How to find your place on the web di Giorgia Furlan

Parole cattive Il dibattito pubblico, i media e l’hate speech di Paola Andrisani

Online Campaign Strategy di Mara Petrocelli e Martino Mazzonis

Words are Stones. Report internazionale

Questo rapporto è uno dei risultati del progetto ed è stato presentato durante l’incontro internazionale. Il rapporto raccoglie i risultati di uno studio, un confronto e una discussione condivisa su discorsi ostili e violenti nel dibattito pubblico che ha coinvolto decine di attivisti, esperti e cittadini in sei diversi paesi europei.

Il dossier è articolato nelle seguenti sezioni:
1. Definire il discorso di odio in un contesto giuridico non omogeneo
2. Un fenomeno difficile da quantificare
3. Un quadro generale: temi, gruppi target e attori del discorso di odio nel discorso pubblico
4. Azioni della società civile contro l’hate speech
5. Verso strategie coordinate contro i discorsi sull’odio discriminatorio, xenofobo e razzista
6. Conclusioni.
Appendice:
Decostruire i discorsi sull’odio. Tre esempi.
1. “E’ un’invasione”
2. “Sono tutti CRIMINALI (o TERRORISTI)”
3. “Prima gli europei”.

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