Sei mesi di volontariato a Nagyszekély, un piccolo villaggio ungherese: scopri il progetto comunitario attraverso le parole di chi lo ha fatto. La nuova edizione inizia a Marzo ed ha aperto le selezioni, sei in tempo per candidarti!
·4 min di lettura
L’esperienza di Aurora a Nagyszekély, tra natura, creatività e sostenibilità
In un piccolo villaggio immerso nella campagna ungherese, la vita scorre al ritmo della natura, tra animali, orti, arte e relazioni autentiche. È qui, a Nagyszekély, che Aurora ha svolto il suo progetto di volontariato con il Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), un’esperienza che le ha permesso di riscoprire il valore della solidarietà e della comunità.
Il progetto, che si svolge ogni anno nella village community di Nagyszekély, offre a tre giovani europee e europei tra i 18 e i 30 anni l’opportunità di vivere sei mesi immersi nella vita rurale, imparando competenze pratiche e sperimentando una quotidianità sostenibile e condivisa.
Le volontarie e i volontari possono scegliere tra diverse attività, secondo i propri interessi e abilità:
Allevamento tradizionale in una fattoria con capre e altri animali, e produzione di formaggi artigianali
Eco-costruzione e restauro, lavorando con legno, metallo, terra cruda e altri materiali naturali
Giardinaggio naturale nel forest garden e trasformazione dei prodotti alimentari
Creazione artistica e musicale, partecipando alla preparazione e alla realizzazione di performance o opere visive
Oltre alle attività principali, le persone volontarie hanno la possibilità di proporre progetti personali, come laboratori per adulti o bambin3, attività sportive, musicali, fotografiche o di comunicazione digitale.
Aurora, la nostra volontaria italiana, che ha partecipato a un’edizione precedente del progetto racconta così la sua esperienza:
“Come sapete, il Corpo Europeo di Solidarietà mi ha dato l’opportunità, sei mesi fa, di partire e di vivere per un po’ in un villaggio rurale dell’Ungheria dell’ovest. Oggi, a esperienza finita, posso dire di aver vissuto la cosa più significativa di tutta la mia vita.
Ho deciso di partire perché non ero soddisfatta del mio modo di vivere. Avevo un lavoro che non mi piaceva, e l’idea che il fine ultimo dell’esistenza di ognuno sia il dover lavorare per costruirsi una “reputazione” economica, che realisticamente non arriverà mai, mi angosciava. A questo si aggiungeva il dover contribuire a una società di cui non mi sentivo parte, perché non ne condividevo i valori. Ho pensato che cambiare aria potesse essermi d’aiuto.
Ho scelto proprio il Corpo Europeo di Solidarietà perché mi dava la possibilità di fare esperienze mai fatte, a costo zero, e di farle sentendomi davvero utile per qualcuno. Il progetto a cui ho preso parte mi ha dato l’opportunità di essere circondata dalla natura in ogni momento. Questo mi ha portato a riflettere molto su di me e sulla vita che avevo.
Grazie a questa esperienza ho imparato a conoscermi. Ho capito alcune delle mie paure, ad ascoltarle e a gestirle. Ho capito cosa mi piace fare e in che ambiente mi piace stare. Anche se non ho ancora deciso che direzione dare alla mia vita, ho capito di avere il tempo per farlo: per sperimentare, sbagliare e riprovare.
Svolgere ogni giorno incarichi per il benessere della comunità mi ha mostrato che, in alcuni posti, esiste ancora una “collettività”. Non è vero che oggi tutti sono focalizzati solo su se stessi e sui propri interessi. Mi sono resa conto che in alcuni luoghi, per alcune persone, l’altro è ancora importante. E che un posto è davvero bello solo se tutti i suoi abitanti stanno bene.
In questi sei mesi sono stata in un ambiente in cui tutti si adoperavano per aiutare un conoscente in difficoltà, spesso senza aspettarsi nulla in cambio. Lo facevano solo perché sapevano che così l’altro sarebbe stato meglio. Come spesso dicevano: “tante mani fanno l’opera leggera”.
Questa è la cosa che più mi è rimasta dentro: aver visto che esistono ancora persone che, se possono, si spendono per aiutare l’altro. Lo fanno senza condizioni, perché hanno capito che la felicità è più autentica se nasce dalla condivisione. E perché sanno che un gesto insignificante per loro può essere molto importante per l’altro.”
Come partecipare
Se sei curiosə di conoscere uno stile di vita più semplice, in armonia con la natura e con le persone, questa è l’occasione giusta per te.
📅 Durata: 6 mesi (dal 23 marzo 2026) 👥 Partecipanti: 3 giovani dai 18 ai 30 anni residenti nell’UE 📍 Dove: Nagyszekély, Ungheria 📄 Come candidarsi: invia CV e lettera di motivazione a 👉 Edit Jagodics – [email protected]
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