DIVA – Diversity and Inclusion in Volunteering Activities, è un progetto di partenariato Erasmus+ tra Lunaria, Grenzenlos (Austria), Inex SDA (Repubblica Ceca), YRS (Serbia) e la rete Alliance, con lo scopo di dare alle organizzazioni strumenti pratici per misurare e migliorare l’accessibilità nelle attività di volontariato.
Il primo international training course si è tenuto nella splendida cornice di Magliano Sabina (RI) dal 14 al 20 aprile, dove ci siamo dedicat3 allo sviluppo dello strumento di autovalutazione SAT – Self Assessment Tool, una delle innovazioni che il progetto metterà a disposizione delle associazioni di tutta Europa. Le delegazioni internazionali, inviate dai partner del progetto, hanno collaborato e unito le forze per porre la pietra miliare del progetto e dare così inizio ad un lungo percorso collettivo.
Le dive del training
A Magliano Sabina si è respirata un’atmosfera unica grazie a un gruppo di lavoro qualificato e motivato. L3 protagonist3 di queste giornate sono stat3 l3 18 partecipant3 tra facilitator3, youth workers e coordinatric3 espert3, local hosts arrivat3 dai quattro Paesi partner del progetto.
Fedelɜ all’approccio dell’educazione non formale che caratterizza le attività di volontariato internazionale (IVS), il gruppo si è messo in gioco in tutte le attività di co-progettazione.
Il lavoro è partito dall’analisi dei bisogni locali per mappare le reali necessità dell3 volontari3 dei Paesi coinvolti, per poi passare allo sviluppo di veri e propri criteri di qualità, capaci di definire gli standard di un progetto accessibile, per poi diventare indicatori utili per l’autovalutazione.
L’ultimo grande sforzo collettivo si è concentrato sulla formulazione e la revisione delle corrispondenti domande di riferimento, il cui perfezionamento ha permesso di dare una struttura concreta allo strumento SAT creando la prima bozza dello strumento.
Decostruire le barriere: il cuore del SAT
Ma di cosa parliamo quando parliamo di autovalutazione dell’accessibilità? Durante le sessioni di lavoro, l3 partecipant3 si sono soffermat3 a riflettere sui meccanismi di esclusione e dei sistemi di oppressione per capire come riconoscerli e disinnescarli all’interno delle attività IVS.
Il gruppo si è concentrato in particolare sull’analisi di quattro tra i principali sistemi di oppressione che creano barriere nella nostra società e nelle nostre attività: capitalismo, per riflettere sulle barriere economiche che limitano l’accesso alle attività e ai progetti promossi; patriarcato, per decostruire le discriminazioni e gli stereotipi relativi alle identità di genere e all’orientamento sessuale; razzismo, per contrastare le dinamiche coloniali, i pregiudizi etnici e promuovere l’interculturalità e, infine, l’abilismo, per ripensare gli spazi, i tempi e i linguaggi in chiave di accessibilità universale per le persone con disabilità.
Mappare questi sistemi all’interno del SAT significa dare alle organizzazioni uno strumento concreto per capire dove e come migliorare le proprie pratiche quotidiane all’interno delle loro attività.
Cosa ci aspetta adesso?
Gli effetti e l’impatto di questo training non si riducono quindi alla sola esperienza a Magliano, poiché attiva un vero e proprio effetto domino: l3 partecipant3 ora avranno ora il compito di agire come testimoni delle buone pratiche nelle proprie comunità locali e nelle varie attività di volontariato, che organizzano e/o partecipano. Questo garantirà un passaggio di consegne diretto, portando le competenze acquisite direttamente sul territorio, permettendo di prepararsi per la prossima sfida: i Training Course locali che si terranno proprio tra aprile e giugno 2026 in Italia, Austria, Repubblica Ceca e Serbia.
Questo primo prototipo del SAT è solo il punto di partenza. Ci saranno infatti molti altri appuntamenti nei prossimi mesi per proseguire il lavoro necessario a rendere più inclusive le organizzazioni che si occupano di volontariato internazionale!
Il progetto DIVA è appena cominciato… Stay tuned!


