Con le associazioni francesi abbiamo un rapporto che dura da oltre trent’anni. Non è una collaborazione formale su carta, è qualcosa che si è costruito campo dopo campo, volontario dopo volontario. I loro volontari in servizio civile sono venuti a lavorare a Roma con noi. I nostri volontari hanno lavorato con loro in Bretagna, in Provenza, nei Pirenei. Alcune di queste persone ci lavorano ancora oggi. Quando diciamo che ci fidiamo di queste organizzazioni, non è una formula. È quello che succede quando condividi trent’anni di workcamps.
I sessanta campi del 2026, organizzati da Concordia France, dall’Association Nationale Études et Chantiers (ANEC) e da Solidarités Jeunesse, coprono quasi tutta la Francia da maggio a ottobre. Non è un catalogo di destinazioni. È una rete di cantieri, comunità e luoghi che aspettano qualcuno con le mani libere e la testa aperta.
Vista sull’atlantico
A Fouras-les-Bains, sulla costa atlantica della Charente-Maritime, c’è un forte del XVII secolo. Dalle sue mura si vede il Fort Boyard, quello in mezzo al mare, quello dei giochi televisivi. I turisti lo fotografano dalla riva. I volontari del campo restaurano le mura interne, a calce e pietra, trecento anni di storia da sistemare a mano. Tre turni tra maggio e settembre, dodici volontari a turno. Il panorama è lo stesso, ma la prospettiva è completamente diversa.
Le Alpi a 1.500 metri
A Puy-Sanières, nelle Hautes-Alpes, c’è un rifugio di montagna che ha bisogno di un tetto. Il campo costruisce la struttura portante, carpenteria in quota, con vista sulle creste del Parco Nazionale del Mercantour. Non è un campo per chi cerca comfort: si lavora all’aperto, si dorme in rifugio, si fa qualcosa che resta fisicamente nel paesaggio. Chi ha mai posato una trave su un tetto alpino non lo dimentica.
A Tende, sempre nelle Alpi Marittime, il campo è di archeologia sperimentale. Si seguono le tracce dei minatori del Mercantour del XVIII e XIX secolo e si costruisce una galleria in legno di larice con le tecniche dell’epoca. Due turni. È un progetto che esiste tra il cantiere di restauro e il laboratorio storico, e non è facilmente classificabile in nessun altra categoria.
L’abbazia del XII secolo
Nel piccolo comune di Le Saix, nelle Alpi provenzali, ci sono le rovine dell’abbazia di Clausonne. Il XII secolo. Un’associazione locale le protegge da trent’anni. Il campo lavora sulla muratura in pietra, con la calce, secondo tecniche antiche: niente cemento, niente materiali moderni. Il paesaggio intorno è uno di quelli che sembrano dipinti, ma il lavoro è fisico e richiede concentrazione. Due turni estivi.
Il festival del giornalismo
Couthures-sur-Garonne è un comune di poche centinaia di abitanti nella valle della Garonna. Ogni luglio ospita il Festival International du Journalisme, uno degli appuntamenti europei più seri sul giornalismo contemporaneo. I volontari lavorano nell’organizzazione per due settimane, a fianco del team locale: allestimento, accoglienza, logistica. Non si va a vedere il festival, si va a farlo funzionare. C’è una differenza enorme tra le due cose, e chi l’ha vissuta lo sa.
Bourges 2028
Bourges sarà Capitale Europea della Cultura nel 2028 e si sta preparando. Tre campi attivi in città: uno lavora sull’arte pubblica negli spazi urbani, uno sulla tutela della zona umida ai margini del centro, uno sulla decorazione di un centro giovanile. I volontari del 2026 sono parte di una trasformazione che vedrà risultati anni dopo. C’è qualcosa di particolare nell’essere nel mezzo di un processo così lungo.
I Pirenei, il Paese Basco, la Bretagna
A Jurvielle, piccolo villaggio pirenaico a 1.200 metri, c’è un sentiero che porta il nome degli innamorati. Il campo lo rimette in ordine: vegetazione, segnaletica, manutenzione. Si lavora due settimane in un posto dove gli unici rumori sono il vento e i campanacci delle pecore. Non è per tutti. Per qualcuno è esattamente quello che serve.
Nel Paese Basco, a Urt, il campo lavora con esperti naturalistici locali su siti naturali fragili: habitat a rischio, specie rare, interventi che richiedono precisione. Non si improvvisa. Si impara facendo, sotto la guida di chi conosce quel territorio da anni.
In Bretagna, a Merleac, il campo restaura muri in pietra nel cuore di una campagna che potrebbe sembrare uguale ovunque ma non lo è. Il comune ha deciso di fare il suo primo campo internazionale. Dodici volontari, tecnica della muratura a secco, una comunità che non aveva mai ospitato un gruppo del genere.
La Emmaüs e la comunità
A Saint-Gaudens, ai piedi dei Pirenei, il campo vive nella comunità Emmaüs. Non è un alloggio provvisorio in attesa del lavoro: si partecipa alla vita della comunità, ai pasti comuni, alle attività quotidiane. Emmaüs è un movimento che esiste dal 1949 e ha una logica propria, molto diversa dal volontariato tradizionale. Diciassette volontari, due settimane, la Haute-Garonne dietro le finestre.
Come funziona
I campi durano tra due e quattro settimane. Alcuni ESC sono riservati ai 18-30 anni, i campi STV sono aperti senza limite superiore. Si parte da maggio, si finisce a ottobre. Per molti campi non c’è fee: vitto e alloggio sono inclusi. Per alcuni è richiesta una fee minima.
La Francia non ha bisogno di presentazioni. Questi campi però sono la Francia che non si trova nelle guide.


