ERASMUS+

Scoprire il genere attraverso la clownerie

Proprio come il primo Youth exchange, anche il secondo progetto si è svolto al Cerquosino, questa volta con la partecipazione di nuovi partner come Spagna e Lettonia. Giovani da diversi paesi hanno esplorato le questioni di genere attraverso l'educazione non formale e le tecniche clownesche, in un'esperienza che ha unito teatro, convivialità e scoperta di sé.

Proprio come il primo Youth exchange, anche il secondo progetto si è svolto al Cerquosino, questa volta con la partecipazione di nuovi partner come Spagna e Lettonia. Giovani da diversi paesi hanno esplorato le questioni di genere attraverso l’educazione non formale e le tecniche della clownery, in un’esperienza che ha unito teatro, convivialità e scoperta di sé.

Lo scambio è parte del progetto MIME, finanziato dal programma Erasmus+, che continua a esplorare le tematiche di genere attraverso metodologie innovative e creative.

Un’immersione clownesca

L’atmosfera è stata chiara fin dal primo momento: lo staff ha accolto lɜ partecipanti indossando costumi e accessori da clown. Un modo davvero originale per iniziare il progetto e immergersi immediatamente nella dimensione ludica e teatrale che avrebbe caratterizzato l’intera esperienza.

La clownery non è stata solo un gioco: è diventata uno strumento potente per esplorare l’identità e abbattere le barriere. Attraverso improvvisazioni, esercizi di presenza scenica e performance collettive, lɜ partecipanti hanno sperimentato modi diversi di abitare il proprio corpo e la propria voce, mettendo in discussione ruoli e stereotipi di genere.

Le tecniche del clown hanno creato uno spazio sicuro dove sbagliare, essere ridicoli, vulnerabili. Il naso rosso è diventato una maschera paradossale: nascondendo il volto, ha permesso di rivelare parti autentiche di sé, spesso ignorate o nascoste nella vita quotidiana.

Scoprirsi attraverso il gioco

Durante il soggiorno, lɜ partecipanti hanno imparato a conoscersi meglio attraverso attività collaborative. Una delle prime li ha visti impegnati a uscire da una rete attraverso un brainstorming collettivo – un esercizio che ha rafforzato il legame di gruppo fin dall’inizio.

La serata di speed dating ha creato un’atmosfera amichevole e opportunità autentiche di incontro, mentre la cena internazionale – con zuppa lettone, tortilla de patatas e supplì preparati insieme – ha permesso di gustare la dimensione culinaria dello scambio interculturale.

Esplorare i sensi nella natura

Il progetto ha inoltre offerto l’opportunità di esplorare l’ambiente naturale che circonda il Cerquosino. Durante una passeggiata, lɜ partecipanti sono statɜ invitatɜ a lavorare in coppia: unǝ bendatǝ, l’altrǝ come guida. L’obiettivo era riconnettersi con i propri sensi – udito, olfatto, tatto – occultando la vista. Un modo per sperimentare fiducia, presenza e ascolto profondo.

Trasformazioni personali

Le tecniche della clownery hanno avuto sorprendenti benefici, aprendo porte inaspettate verso l’espressione di sé:

“Penso che dopo questo progetto abbia scoperto una parte di me che ama il palcoscenico, che sa esibirsi e mostrare qualcosa alle persone. Ho capito di avere una forza nel comunicare e nel trasmettere qualcosa, tanto che le persone sono interessate a guardarmi e a vedere ciò che ho da offrire.”

Per qualcuno, il progetto è diventato un’ancora di motivazione in un momento difficile:

“Ero stressata e un po’ giù di morale per la scuola e per la mia vita, ma questa esperienza mi ha dato nuovi spunti e qualcosa di positivo su cui riflettere. Mi sento molto più motivata.”

Altri hanno imparato a silenziare il giudizio interiore:

“Ho imparato che spesso devo mettere a tacere la mia voce interiore e seguire ciò che voglio davvero, facendo ciò che mi piace senza lasciarmi condizionare da giudizi o sentimenti negativi.”

La clownery ha insegnato che essere vulnerabili è una forza, che l’errore può diventare creatività, che mostrarsi autenticamente – anche imperfetti, anche ridicoli – crea connessione vera con gli altri.

Un viaggio di scoperta

Questo progetto è stato un’occasione unica per lɜ partecipanti di scoprirsi, ma anche di approfondire la conoscenza del mondo del clown e delle problematiche di genere attraverso un linguaggio universale: quello del corpo, del gioco, dell’autenticità.

Con questo scambio si conclude la stagione del progetto MIME per l’anno 2025.

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