A Karacabey c’è uno dei pochi rifugi per animali selvatici d’Europa. I primi ospiti erano orsi che ballavano nelle piazze. Nel 1993 qualcuno ha deciso che era abbastanza.
In Turchia esiste una tradizione vecchia di secoli: gli orsi bruni venivano catturati da cuccioli, addestrati con il fuoco e la fame, e portati nelle piazze delle città a ballare per i passanti. Era lavoro, era spettacolo, era normale.
Nel 1993 un progetto chiamato “Libertà agli Orsi” ha iniziato a portarli via dalle strade. I primi 12 arrivarono al rifugio di Ovakorusu, a Karacabey, distretto di Bursa, su un terreno di 10 ettari di foresta. Negli anni successivi ne arrivarono altri, 64 in tutto, quelli che erano rimasti. Molti portavano i segni fisici dell’addestramento. Nessuno era più in grado di tornare in natura.
L’ultimo orso danzante rimasto, Brütüs, aveva 37 anni quando è morto per cause naturali — aveva vissuto nel rifugio per 25 anni. Oggi il centro ospita oltre 80 animali: orsi, lupi, volpi, falchi e gufi, tutti selvatici, tutti in condizioni che non permettono il rilascio in natura. Non è uno zoo. È un rifugio permanente per animali che non hanno un’alternativa.
I volontari del campo Wild Animal Planet lavorano qui. Aiutano nella distribuzione quotidiana del cibo, partecipano alle procedure di cura e vaccinazione con i veterinari, e si occupano della pulizia e organizzazione del territorio. Il lavoro è fisico, all’aperto, in un contesto forestale. La motivazione va dichiarata nel modulo — serve chi ha un rapporto reale con gli animali, non chi viene per fotografarli.
Due turni: 24 luglio–3 agosto, e 7–17 agosto. Dieci volontari per turno. Fee 40 euro. L’aeroporto di riferimento è Istanbul Sabiha Gökçen, da cui si raggiunge Bursa in circa tre ore.
Bursa non è una città di passaggio. È stata la prima capitale dell’impero ottomano, costruita in un’area forestale ai piedi del monte Uludağ, famosa per il cibo e per l’architettura storica. Chi finisce il campo con qualche giorno libero ha molto da vedere.
Il secondo partner turco è GHD — Gönüllü Hizmetler Derneği — con un programma più sociale.
A Balıkesir, sulla costa nordoccidentale, il programma Childhood Dreams porta i volontari a lavorare con bambini tra i 10 e i 14 anni con accesso limitato alle attività culturali. Quattro turni consecutivi da luglio ad agosto, quattro volontari per turno. Lavoro diretto, piccoli gruppi, contesto urbano.
A Urla, vicino a İzmir sul mar Egeo, il campo Dream Village porta i volontari nel villaggio di Bademler: pittura del teatro del villaggio, restauro della biblioteca, riparazioni. Un villaggio che si mette in ordine con l’aiuto di chi arriva da fuori. Nessuna fee. Otto posti, agosto.
A Çanakkale — la città sullo stretto dei Dardanelli, a pochi chilometri dai campi di Gallipoli — il campo East-West porta sei volontari in un programma di scambio culturale intensivo, senza lavoro fisico. Agosto, 18-30 anni.
Dieci campi in tutto, distribuiti tra luglio e agosto. Età 18-35 per quasi tutti. La Turchia è un paese di confine in tutti i sensi, geografico, culturale, storico, lavorarci da volontari è un modo di starci dentro, non di passarci sopra.
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