Le piazze contro gli autocrati e per la pace piene, l’affluenza al voto per difendere la Costituzione, le migliaia di giovani nelle strade del 25 aprile, lo confermano: i giovani sanno mobilitarsi. Ma cosa succede dopo? Come si trasforma l’energia di una piazza in incidenza strutturale sulle decisioni pubbliche? Sono queste le domande al centro di SOULS, il progetto Erasmus+ che Lunaria sta conducendo insieme a partner di Francia, Grecia e Portogallo. E la risposta che emerge dai 105 giovani coinvolti nei focus group è netta: servono competenze concrete, strumenti pratici e percorsi credibili di dialogo con le istituzioni.
Il progetto
SOULS – Empowering Youth Participation in Shaping Public Policy è un partenariato di cooperazione Erasmus+ KA220 coordinato da Ligue 33 (Francia), con Lunaria (Italia), Learning Seed (Grecia) e Clube Intercultural Europeu (Portogallo) della durata di due anni: da febbraio 2025 a gennaio 2027.
Il progetto mira a promuovere il coinvolgimento giovanile colmando le lacune di competenze attraverso attività mirate, scambi, e-learning e giochi. Promuove la consapevolezza politica e le capacità comunicative, la difesa dei diritti, la partecipazione alla vita della comunità e alle politiche sociali.
Prima di tutto, le associazioni si sono messe in ascolto dei giovani del proprio territorio. Questo articolo, pensato per educatori, formatori, insegnanti e operatori giovanili, presenta i risultati dell’Activity 4 del WP2: il Composite Report of Focus Groups, pubblicato a fine 2025.
Il metodo: 12 focus group in 4 paesi
Un totale di 12 focus group sono stati condotti nei quattro paesi partner (Portogallo, Grecia, Francia, Italia), coinvolgendo 105 giovani partecipanti. Le sessioni sono durate 90-120 minuti e si sono svolte prevalentemente in presenza, con un focus group online realizzato in Italia. I focus group hanno coperto una fascia d’età ampia (13-28 anni), consentendo il confronto tra gruppi teen (13-16) e giovani adulti (18-28).
Tutti i partner hanno facilitato i gruppi usando una guida di discussione condivisa su impegno giovanile, advocacy e partecipazione. Dopo ogni sessione sono stati redatti report che hanno costituito il materiale primario per l’analisi, condotta in due fasi seguendo un approccio tematico: prima organizzando i risultati per domanda per confrontare le risposte tra tutti i gruppi, poi raggruppando i pattern ricorrenti in temi.
I contesti inclusi nel campione sono stati deliberatamente diversificati: aree rurali (tutti i focus group greci nell’Argolide), contesti urbani (area di Lisbona, Roma e altri contesti italiani), giovani con background migratorio (gruppi portoghesi e italiani), giovani già attivi in associazioni e in servizio civile. In Francia, le sessioni si sono svolte presso Mission Locale, un contesto che lavora specificamente con giovani con minori opportunità.
Cosa è emerso: otto temi trasversali
1. La partecipazione è concreta o non è
Nei focus group, i giovani hanno riconosciuto la partecipazione principalmente attraverso azioni tangibili e locali: volontariato, eventi comunitari, rappresentanza scolastica, azioni ambientali, mobilitazione su temi specifici. Queste forme erano descritte come comprensibili e “realizzabili”, rispetto alle strutture decisionali formali che spesso sembravano distanti.
È emersa una distinzione costante tra spazi dove ci si può esprimere (associazioni, spazi online, organizzazioni giovanili) e spazi dove si prendono le decisioni (scuole, comuni, istituzioni). I giovani si sentivano raramente capaci di connettere i due.
2. Avere una voce non equivale ad avere influenza
Il problema centrale identificato dalla ricerca non è la mancanza di spazi di espressione, ma l’assenza di percorsi credibili dall’espressione alla decisione. Quello che i giovani chiedevano non era solo “più opportunità”, ma informazioni e orientamento più chiari (come funzionano le decisioni locali, dove rivolgersi, quali passi fare) e meccanismi di partecipazione credibili, che portino a feedback e follow-up reali.
3. I diritti si conoscono in teoria, non si usano in pratica
I giovani riportavano spesso bassa fiducia nella propria comprensione dei diritti politici e sociali, o descrivevano una conoscenza teorica ma non pratica: sapere “cosa sono i diritti” ma non “come usarli” o “a chi rivolgersi”. Questo era più marcato nei gruppi teen, che faticano a identificare percorsi per la partecipazione locale o per influenzare le decisioni.
4. La fiducia dipende dal follow-up
Il disimpegno era strettamente legato alla convinzione che “non cambierà nulla”, soprattutto quando i tentativi di sollevare questioni non ricevevano risposta o follow-up. Dove i giovani si aspettavano di essere ignorati dalle autorità, la motivazione diminuiva. Costruire fiducia attraverso esiti visibili e cicli di feedback è necessario per la partecipazione.
5. La bassa fiducia in sé stessi è un ostacolo strutturale
La scarsa fiducia nell’esprimere opinioni, specialmente in pubblico o in contesti formali, è stata uno dei risultati più stabili tra tutti i partner. I giovani descrivevano paura del giudizio, vergogna o disagio nel parlare in gruppo; la fiducia tendeva ad aumentare solo in ambienti di fiducia dove si sentivano rispettati.
6. Le barriere sono sovrapposte
Le barriere si articolavano su tre livelli: personale/psicologico (bassa fiducia, paura di parlare, incertezza sulle proprie competenze); istituzionale/strutturale (non essere presi sul serio per l’età, sfiducia nelle istituzioni, basso impatto percepito, in alcuni contesti discriminazione e mancanza di rappresentanza); pratico (tempo, priorità in competizione, accesso limitato, soprattutto nelle aree rurali).
7. La motivazione si attiva su temi vicini alla vita quotidiana
I temi che motivavano l’impegno si raggruppavano in due categorie: miglioramenti della vita quotidiana (condizioni scolastiche, spazi pubblici, sicurezza, trasporti, problemi di quartiere) e questioni di valore/giustizia (uguaglianza, antidiscriminazione, salute mentale, ambiente/sostenibilità), quest’ultima categoria più presente tra i giovani più adulti o già esposti al civismo.
8. L’apprendimento deve essere interattivo e non scolastico
I giovani preferivano formati di apprendimento interattivi, youth-friendly e non “scolastici”. Le preferenze ricorrenti includevano giochi, roleplay/simulazioni, video brevi, discussione e attività basate su progetti. I giochi da tavolo e le piattaforme di e-learning erano ben accolti, a condizione di essere semplici, visivamente coinvolgenti e collegati a scenari realistici.
Dalle evidenze agli strumenti: le raccomandazioni del report
Il report traduce i risultati in indicazioni operative per ciascuno dei cinque output del progetto.
Training Pack for Youth e guida per youth worker: formazione interattiva e non formale su civic literacy applicata (diritti in pratica, “chi decide cosa”), costruzione della fiducia e competenze pratiche di advocacy. Approccio modulare, adatto anche a contesti rurali.
Youth Engagement Toolkit: un pacchetto pratico di template (email, lettere, richieste di incontro, formati di proposta), strumenti di stakeholder mapping e guida passo-passo per la partecipazione formale e informale.
Scambio internazionale (ad Argos, Grecia): concepito come acceleratore di leadership e fiducia, offre ai giovani uno spazio sicuro per praticare dialogo, negoziazione e facilitazione con coetanei di altri paesi, con selezione dei SOULS Ambassadors.
Board game “Youth Power Play”: un simulatore di partecipazione in cui i giocatori identificano un problema locale, mappano gli stakeholder, scelgono tattiche (petizione, incontro, coalizione, protesta, campagna digitale, azione nel consiglio scolastico), affrontano ostacoli realistici e pianificano il follow-up.
Piattaforma online SOULS: spazio di dialogo strutturato con moderazione, follow-up visibile e una “mappa dei percorsi di partecipazione” locale.
Prossimi passi
Il WP2 di SOULS prosegue con lo sviluppo dei moduli formativi (Training Pack, 8+1 moduli) e del toolkit, basati direttamente sui risultati di questa ricerca. Lo scambio internazionale è previsto ad Argos in estate 2026, seguito dai forum di dialogo politico e dagli Info Days autunnali nei quattro paesi partner. La conferenza finale si terrà a Bordeaux nel gennaio 2027.
Info: www.soulsproject.eu
Progetto: 2024-2-FR02-KA220-YOU-000278002
Partner: Ligue de l’Enseignement – Fédération Gironde (Francia) | Learning Seed (Grecia) | Lunaria (Italia) | Clube Intercultural Europeu (Portogallo) | Municipality of Argos-Mycenae (Grecia)


