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Non basta condannare, siamo tutt* coinvolt*

Lunaria esprime dolore e rabbia per l'ennesimo caso di femminicidio. Da anni ci battiamo per una società più giusta e inclusiva, che non accetti simili atrocità.  Come educatori formiamo le giovani generazioni al rispetto dell'altro attraverso progetti di scambio, volontariato e workshop. Chiediamo alla scuola di introdurre educazione all'affettività, e alle istituzioni maggior impegno contro la violenza di genere. Tutt* in piazza, intanto!

Lunaria esprime dolore e rabbia per l’ennesimo caso di femminicidio. Da anni ci battiamo per una società più giusta e inclusiva, che non accetti simili atrocità. 

La gravità di tali crimini va oltre la mera dimensione penale. Le loro radici affondano in una cultura ancora intrisa di machismo, patriarcato e razzismo, che vede le donne e le libere soggettività come oggetti di possesso invece che come persone in grado di autodeterminarsi. 

Da educator* lavoriamo per formare una coscienza collettiva consapevole del valore di ogni persona, a prescindere da genere e orientamento. Implementiamo progetti di scambio giovanile, campi di volontariato e workshop di educazione all’affettività che coinvolgono centinaia di ragazz* ogni anno.

Ma non basta. Chiediamo alle istituzioni di moltiplicare gli interventi per prevenire la violenza patriarcale e sostenere le persone vittime di soprusi. In particolare, riteniamo urgente un disegno organico di educazione all’affettività e alle differenze di genere, da introdurre in modo trasversale nella scuola pubblica. Intervenire a valle, con la repressione, non può bastare. La sottovalutazione del fenomeno, la propaganda “anti-gender” e il rifiuto di mettere in discussione il potere patriarcale dimostrano che i nostri “bravi ragazzi” che violentano e uccidono, non sono mostri, ma un effetto dell’egemone cultura della violenza. 

Allo stesso tempo, auspichiamo che la società civile tutta faccia propria questa lotta e si attivi con ancor più determinazione nella difesa dei centri antiviolenza, nel lavoro costante nei luoghi di formazione e nel dialogo con le istituzioni locali. Solo unendo gli sforzi potremo sconfiggere antichi retaggi e costruire una realtà in cui nessun* si senta in pericolo per il proprio genere e le proprie libere scelte. 

Di fronte a  violenze e discriminazioni inaccettabili, non basta condannare: è tempo di passare all’azione!

Invitiamo tutt* a partecipare alle iniziative di lotta e alla manifestazione nazionale, prevista per sabato 25 novembre.

Immagine di Giordano Pennisi Scattomancino, manifestazione transfemminista a Catania, agosto 2023

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