MOVIMENTI

80 anni della Repubblica: a giugno riprendiamoci le piazze per la pace e i diritti

Quando si pensa al 2 giugno, l’immagine corre spesso alle sfilate militari e alle celebrazioni istituzionali. Ma quest’anno c’è una proposta diversa. Per l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica italiana, Sbilanciamoci! e la Rete Italiana Pace e Disarmo invitano la cittadinanza a festeggiare in modo popolare, partendo dai territori e dai principi della nostra Costituzione.

Dalla memoria all’impegno quotidiano

Facciamo un passo indietro. Il 2 giugno 1946 l’Italia scelse di voltare pagina, lasciandosi alle spalle la monarchia e il fascismo. In quel momento, per la prima volta, le donne e gli uomini del nostro Paese votarono insieme per eleggere l’Assemblea Costituente. Nacque così una delle carte costituzionali più avanzate al mondo, fondata sul rifiuto della guerra e sulla dignità della persona.

Oggi, però, quei princìpi sembrano messi alla prova. Tra l’aumento delle spese per gli armamenti, la precarietà del lavoro e la crisi climatica, è fondamentale tornare allo spirito originario della nostra Repubblica. Come dimostrato recentemente dalle piazze piene e dal voto referenario, esiste una parte viva della società che chiede che la Costituzione non sia solo un testo scritto, ma un programma politico da attuare ogni giorno.

Cento piazze per la pace e il lavoro

Tra il 30 maggio e il 2 giugno, l’invito è quello di organizzare cento iniziative in tutta Italia. Non parliamo di cerimonie rigide, ma di momenti di incontro nati dalla creatività delle persone e delle associazioni locali.

Ecco alcune idee per partecipare:

  • Pedalate collettive per la mobilità sostenibile
  • Marce per la pace e il disarmo
  • Letture pubbliche degli articoli della Costituzione nelle piazze o nei parchi
  • Mobilitazioni per il diritto al lavoro e contro la povertà
  • Momenti di convivialità solidale per discutere di nuovi modelli economici

Perché questa mobilitazione ci riguarda

La Repubblica non appartiene solo ai palazzi del potere. La Repubblica vive in chi difende la sanità pubblica, in chi si batte per l’accoglienza delle persone migranti e in chi tutela il paesaggio e l’ambiente.

Partecipare a queste giornate significa sottrarre la Festa della Repubblica alla sola retorica militare per restituirla a chi crede nella solidarietà tra i popoli. Significa ribadire che la vera sicurezza non si costruisce con i carri armati, ma con i diritti sociali e la giustizia ambientale.

Informazioni e adesioni

Vuoi promuovere un’attività nel tuo territorio o unirti a una iniziativa già programmata?

  • Periodo: dal 30 maggio al 2 giugno 2026
  • Luoghi: in ogni città, quartiere o borgo d’Italia
  • Per contatti: scrivi a [email protected] per segnalare la tua adesione o ricevere supporto

La nostra Repubblica è fondata sulla pace, sul lavoro, sui diritti e sulla salvaguardia del pianeta. Facciamo sentire la nostra voce, insieme.

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