Provare smarrimento di fronte al flusso costante di notizie sui conflitti mondiali è una reazione comune, ma la rassegnazione non è l’unica strada percorribile. Per chi cerca strumenti critici per interpretare la complessità del presente e non vuole limitarsi a osservare gli eventi, la Fondazione Lelio e Lisli Basso e il Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma hanno attivato un percorso di approfondimento necessario.ll ciclo di seminari Le guerre e noi. I conflitti in corso e la pace possibile nasce in stretta collaborazione con la Campagna Sbilanciamoci! e coinvolge diverse realtà attive nella difesa dei diritti e del disarmo, come Greenpeace e la Rete italiana pace e disarmo. L’obiettivo è offrire chiavi di lettura che vadano oltre la superficie, mettendo in luce le radici politiche ed economiche della violenza e le possibilità concrete di costruzione della pace.
Analisi critica e scenari globali
Tra aprile e giugno 2026, voci esperte del giornalismo e della ricerca si confronteranno su temi cruciali per la società:
- I fronti aperti: focus specifici sulle crisi in Iran, Israele e Palestina per comprenderne l’evoluzione storica e politica.
- Tecnologia e potere: l’impatto della ricerca militare, delle armi nucleari e del cosiddetto imperialismo digitale sulla sicurezza globale.
- L’Europa e il riarmo: un’analisi sulle strategie politiche ed economiche del continente e sulle loro ricadute sociali.
- Cultura della pace: il ruolo della memoria, dei musei e della musica nella creazione di un nuovo lessico per la pace.
- Diplomazia: la proposta di una nuova Conferenza di Helsinki per rimettere la politica al centro delle soluzioni internazionali.
Come partecipare e attivarsi
Gli appuntamenti si tengono di norma il lunedì alle 17.30 presso la sede della Fondazione Basso a Roma, in via Dogana vecchia 5. Per permettere la più ampia partecipazione possibile, ogni incontro può essere seguito online e le registrazioni saranno rese disponibili sui portali degli organizzatori.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria tramite modulo online. Per chi studia all’università o lavora nel mondo della scuola, è inoltre previsto il riconoscimento di crediti formativi.
Trasformare la preoccupazione in conoscenza è il primo passo per non subire le decisioni altrui e partecipare attivamente alla costruzione di un’alternativa alla logica delle armi. Per ogni informazione aggiuntiva, è possibile scrivere a: [email protected].


