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Your Voice, Your Learning: ripensare l’educazione attraverso lo scambio interculturale

19/02/2026

19 Febbraio 2026

Un gruppo di ragazz3 italian3 si sono incontrat3 ad Arcos de Valdevez in Portogallo con coetane3 da Francia, Grecia e locali, per partecipare allo scambio interculturale “Your voice, Your learning.” finanziato dal programma Erasmus+. 

Lo scambio, ospitato dall’associazione Ligue de l’Enseignement, si è tenuto dal 16 al 22 Novembre 2025 e con l’obiettivo di ripensare all’educazione come uno spazio di espressione, partecipazione e crescita personale.

L’educazione come focus principale

Nel corso dello scambio si è costruito uno spazio di confronto sull’istruzione e l’educazione, come esse vengono offerte nei vari paesi, ma anche su come e dove impariamo ciò che sappiamo nella nostra vita di tutti i giorni.

“Attraverso giochi di movimento e laboratori creativi abbiamo esplorato le diverse metodologie di apprendimento: formale, non formale e informale” (Angela, group leader di Lunaria). L3 partecipanti hanno creato alcune scene teatrali per riportare esempi di situazioni attraverso le quali si impara in modo formale (es. a scuola), in modo informale (es. guardando la propria nonna cucinare il nostro piatto preferito) e in modo non-formale (es. attraverso giochi di simulazione guidati da un3 facilitator3). 

Chiariti i diversi modi di apprendimento, l3 partecipanti hanno parlato dell’ambiente scolastico e hanno riflettuto su come gli piacerebbe imparare, esprimendo sogni, desideri, proposte concrete e buone pratiche da utilizzare nella propria scuola.

Un elemento chiave: facilitator3 e group leaders

Fondamentale è stato, il gruppo di facilitator3 che è stato in grado di proporre e gestire le attività educative, accompagnando e prendendosi cura del gruppo durante il processo di apprendimento e scambio.

“Vorrei dire grazie a tutto lo staff e ai tutor per il supporto costante, anche nei momenti in cui sentivo nostalgia o fatica. È stato fondamentale avere quel punto di riferimento.” (Federico, partecipante italiano)

Uno spazio creativo

Gli ultimi giorni dello scambio sono stati dedicati alla “Youth in Action”: una fase in cui l3 partecipanti hanno messo in pratica quello che hanno imparato, creando delle attività educative da proporre al resto del gruppo, sotto la guida dell3 facilitator3 e group leaders.

Angela riporta: “Al mattino [del penultimo giorno] è stato realizzato un Creative workshop il cui obiettivo era far sì che i partecipanti riassumessero l’esperienza dello Youth exchange attraverso un’attività creativa. A tutti i partecipanti è piaciuto molto perché sono stati lasciati liberi di scegliere con quale medium esprimersi, questo ha dato loro la possibilità di cimentarsi in un’attività che apprezzassero molto e di valorizzare le loro capacità.”

“L’Evaluation e la Youthpass ceremony sono stati momenti molto significativi e commoventi per tutt3 l3 partecipanti; è stato un bellissimo modo di condividere ciò che ha significato per noi l’esperienza e cosa ci portiamo a casa di questo Youth exchange. È stato un momento in cui si è potuta manifestare la propria gratitudine verso l3 altr3 e in cui ci siamo sentit3 apprezzat3.” 

La vita in collettività

Ma lo scambio non è stato solo “didattico”. 

Al di fuori delle attività più “tecniche” e di apprendimento, l3 ragazz3 hanno avuto occasione di visitare il luogo che l3 ha accolt3, nonché partecipare a workshop interculturali (cucina tradizionale condivisa, serate di musica e balli, presentazioni sulle diverse culture).
Hanno passato il tempo libero a condividere momenti indimenticabili e a sognare un mondo differente.

Attraverso gli occhi del giovane Federico emerge la forte valenza emotiva di momenti simili: “Mi è piaciuto tantissimo vedere come un semplice momento di condivisione potesse abbattere barriere e creare legami veri. Da questa esperienza ho imparato che sono più empatico e paziente di quanto pensassi, e che il tema dell’inclusione non è solo uno slogan: richiede ascolto attivo e apertura mentale. Mi ha fatto capire quanto le differenze culturali siano una ricchezza enorme quando si lavora insieme.”

Cosa ci si porta a casa dal progetto? 

Angela, da group leader ha potuto riconettersi con ciò che le piace e vivere forti emozioni: “L’esperienza di scambio e il mio ruolo da Youth Leader mi hanno ricordato quanto l’educazione mi appassioni e mi hanno fatto capire che è questo l’ambito in cui voglio lavorare; questo e i legami che ho creato hanno fatto di questo Erasmus+ un’esperienza che porterò sempre con me.”

Federico invece è riuscito a mettere in parole le sensazioni più importanti in questi scambi, soprattutto tra ragazz3 giovani che possono così esplorare mondi nuovi: 

“Quello che impari su te stesso e sul mondo resta per sempre”.“Mi porto a casa un bagaglio emotivo pieno”, riconosce Federico, “Ho imparato tantissimo sulle loro [dell3 altr3 participanti] culture e ho scoperto quanto sia facile ridere insieme anche senza parlare la stessa lingua perfettamente. Mi ha insegnato a non dare nulla per scontato e a valorizzare i piccoli gesti quotidiani di apertura.”
“La riflessione più grande è che uscire dalla propria comfort zone fa paura, ma è l’unico modo per crescere davvero. Ho capito che la vera “casa” non è un posto, ma le connessioni che crei con gli altri”.

Ringraziamo Angela e Federico per aver condiviso con noi la loro esperienza e Bianca Messina, che ha scritto questa storia lunatica.

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