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In Grecia per la giustizia sociale

Tutto è accaduto dal 2 all'8 dicembre 2024 grazie allo scambio interculturale Youth Engagement for Inclusive Citizenship and Social Justice organizzato dall'associazione Ligue de l’Enseignement Nouvelle-Aquitaine (France) – LENA e coordinato insieme all'associazione greca Learning Seeds.

Un gruppo di giovani da tutta Italia è partito per raggiungere la città di Argos, in Grecia, per parlare di giustizia sociale insieme a ragazzɜ dal Portogallo, dalla Francia e dalla Grecia!

Tutto è accaduto dal 2 all’8 dicembre 2024 grazie allo scambio interculturale Youth Engagement for Inclusive Citizenship and Social Justice organizzato dall’associazione Ligue de l’Enseignement Nouvelle-Aquitaine (France) – LENA e coordinato insieme all’associazione greca Learning Seeds.

L’iniziativa è stata realizzata attraverso il programma finanziamento di Erasmus+ programme Youth and Sport (France) e il supporto dell’istituzione regionale Nouvelle-Aquitaine Region.

Il programma dello scambio giovanile ha incluso laboratori, attività non formali e interculturali, e diverse gite nei dintorni.

Gli obiettivi sono stati quelli di:

  • Favorire lo scambio interculturale tra giovani interessatɜ a tematiche sociali
  • Incoraggiare l’impegno, la partecipazione e la cittadinanza sensibilizzando sulle questioni sociali
  • Dare ai e alle giovani gli strumenti ideali per diventare agenti attivɜ di un cambiamento positivo
  • Incoraggiare i e le giovani europeɜ a discutere e a partecipare attivamente alla ricerca di possibili soluzioni per situazioni di difficoltà e ingiustizia sociale

Prime impressioni

Il gruppo di Lunaria ha raggiunto Atene il 2 dicembre e hanno viaggiato verso Argos.

Arrivatɜ all’hotel Morfeas, nel centro della cittadina immersi in un paesaggio incredibile, hanno incontrato il gruppo dal Portogallo, dalla Grecia e dalla Francia, passando una serata tranquilla per riprendersi dal viaggio fatto.

Il primo giorno dello scambio interculturale giovanile è stato veramente intenso per tuttɜ. Sono state proposte attività di educazione non formale per conoscersi meglio, prendere confidenza tra di loro e costruire un gruppo coeso. Una giornata intensa ma ricca!

Imparare l’empatia in un sito archeologico

Il secondo giorno, le attività sono state focalizzate sul tema principale: ingiustizia sociale e accessibilità.

Il gruppo, insieme alle facilitatrici, hanno raggiunto il Castello di Argos dove hanno sperimentato in prima persona le difficoltà di accessibilità fisica che diverse persone vivono tutti i giorni in prima persona.

Durante il percorso per raggiungere il sito archeologico, ad ogni partecipante è stata data una sfida: andare in bicicletta allo stesso passo del gruppo e in salita, utilizzare le stampelle per muoversi, portare in salita un passeggino, avere gli occhi bendati per tutto il tempo fino alla meta, essere portatɜ sulla sedia a rotelle, ecc, ecc.

La situazione ha fatto riflettere sulle situazioni di difficoltà che diverse persone sperimentano nell’accedere a degli spazi urbani che dovrebbero essere accessibili a tuttɜ.

Questo il commento di una delle partecipanti di Lunaria:

La frustrazione è nata non dalla condizione in sé, quanto dall’impossibilità di fare, di vivere pienamente, di realizzare desideri e sogni, ma non per il nostro impedimento, ma per l’inadempienza di altri, per la mancanza di rispetto di diritti acquisiti e dovuti o semplicemente perché le città non sono progettate per accogliere tuttɜ.

Dopo l’intensa sfida, è stato raggiunto finalmente il sito archeologico immersɜ in un’esperienza piena di storia e cultura dell’acropoli medievale di Argos.

Incontrarsi e capire

Il terzo giorno e i giorni successivi, i e le ragazzɜ di questo scambio interculturale hanno sperimentato altre attività educative su accessibilità e ingiustizia sociale visitando Micene o prendendo i panni di decisorɜ politicɜ diventando ospiti nella sala della giunta comunale della città di Argos, ecc. ecc.

Le sensazioni ed emozioni provate durante le gite e in tutte le attività hanno fatto riflettere i e le ragazzɜ che hanno discusso e confrontato anche le loro situazioni locali e nazionali, scoprendo che molte situazioni e problematiche sono comuni a tutti i paesi, che sia la Grecia, il Portogallo, la Francia o l’Italia.

Comunicare è un casino

Non è semplice far capire i propri bisogni quando si deve comunicare in una lingua come l’inglese, soprattutto quando si è in un gruppo interculturale.

Talvolta però, non è neanche una questione linguistica. Comunicare i propri bisogni e la propria opinione si rivela ancora più complesso a seconda delle barriere che si presentano davanti a noi.

Per esempio, una delle attività ha coinvolto il gruppo in una simulazione dove ognuno ha avuto un ruolo specifico (es. comuni cittadini, assistente sociale, sindaco, polizia locale, etc) e l’obiettivo è stato quello di discutere immedesimandosi in quei ruoli, per trovare le possibili soluzioni a diverse situazioni di ingiustizia sociale.

Durante il dibattito simulato sono emerse incomprensioni e diverse barriere, trasformando la discussione in una sfida dove i cittadini cercavano di farsi ascoltare e le autorità rispondevano con giustificazioni legate alla mancanza di risorse, denaro e tempo, invece di cooperare insieme per risolvere il problema presentato.

Quella che nella vita di tutti i giorni dovrebbe essere una cooperazione, si è trasformata in una mera competizione, dove ognuna delle parti cercava di emergere come vincitore.” Ci racconta una delle partecipanti di Lunaria.

Comunicare ed esprimersi per cooperare per il bene comune è molto più complesso di quanto sembri, ma allo stesso tempo sapere che ogni paese affronta le stesse sfide, aiuta a riflettere sulle possibili soluzioni, diversifica le prospettive e gli scenari possibili, ma soprattutto aumenta la solidarietà tra le persone e la consapevolezza che siamo tuttɜ parte di una comunità unica globale e interculturale!

Comunicare è un casino, ma quando si vuole agire per la solidarietà, i modi si trovano e questo gruppo di ragazzɜ ce l’ha messa tutta!

Abbiamo imparato che l’altruismo, l’empatia, il desiderio di migliorare e la forza di lottare insieme per un mondo più inclusivo sono le chiavi per abbattere queste barriere, affinché ognuno possa vivere la vita che desidera, partecipare pienamente alla vita sociale e fare scelte in base alla propria volontà, senza essere limitato all’impossibilità di muoversi o dalla difficoltà di accedere a spazi e edifici.

Qui trovi il report di tutta l’esperienza nel dettaglio: YOUTH ENGAGEMENT FOR SOCIAL JUSTICE & INCLUSIVE CITIZENSHIP IN EUROPE

Se vuoi partecipare anche tu ad una esperienza simile, vedi le nostre Call per scambi e training oppure scrivici a [email protected] per saperne di più!

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