Un mondo in movimento
C’è un momento preciso, in ogni campo di volontariato, in cui accade una piccola magia. Non è quando arrivi con lo zaino pesante e un po’ di timore, né quando ti spiegano all’inizio come usare un rastrello o coordinare un’attività per bambini. Accade, di solito, verso il terzo o quarto giorno. Magari mentre si pela una montagna di patate per cucinare una tortilla di 32 uova, o mentre si cammina in fila indiana su un sentiero della Sabina, con il fiato corto e il sole sulla pelle.
In quel momento, le barriere linguistiche crollano, i pregiudizi svaniscono e quella che era una somma di sconosciuti provenienti da ogni angolo del globo diventa una comunità.
Per il 2026, il programma di Lunaria ha scelto un titolo-manifesto: “A Moving World”. Perché il mondo non sta mai fermo, e noi vogliamo muoverci con lui.
Perché scegliere un Workcamp?
Spesso ci chiedono: “Ma chi me lo fa fare di passare le vacanze a faticare?”. La risposta è semplice: un workcamp non è una vacanza, è un modo per abitare il mondo in maniera diversa. È la scelta di chi non si accontenta di un “like” su un post di giustizia sociale, ma vuole sporcarsi le mani.
Partecipare significa uscire dalla propria “bolla”. Significa scoprire che, anche se vieni da Seoul, Parigi o da un piccolo borgo dell’appennino, le sfide che ci uniscono — l’emergenza climatica, il bisogno di solidarietà, la lotta alle disuguaglianze e alle guerre — sono le stesse.
Storie dal programma 2026
Immagina di essere a Civita Castellana. Il sole picchia, ma l’energia è contagiosa. Sei qui per l’“Inclusive Summer” (LUNARESC03). Tra le tue mani non c’è solo terra da coltivare, ma il sorriso di un ragazzo con disabilità che, grazie al tuo supporto e a quello del gruppo, sta riscoprendo la bellezza dell’agricoltura sociale. Qui, l’inclusione non è un concetto teorico: è un gioco, una risata condivisa, una barriera che cade senza fare rumore.
Oppure, proiettati tra i boschi della Val Germanasca, presso il Centro Ecumenico Agape (LUNAR04-07-13-26). Qui il tempo sembra fermarsi, ma il lavoro è incessante. Si preparano pasti in una cucina professionale per sfamare cento persone, si apparecchiano tavoli, si gestisce il bar del centro mentre fuori si discute di pace, di diritti, di transfemminismo intersezionale. È faticoso? Sì. Ma la sensazione di far parte di una storia più grande, che affonda le radici nella resistenza partigiana e nella solidarietà valdese, è impagabile.
C’è poi chi arriva con uno zaino sulle spalle e le scarpe da trekking e si ritrova a 1000 metri sul livello del mare, al Rifugio Cognolo di Casperia, in Sabina. Succede con i campi “Mountain Community Empowerment” (LUNARESC01-02) e con l’avventura teen “Wild Adventure in Sabina’s Mountain” (LUNARTEEN25): niente Wi-Fi, elettricità solare, docce scaldate dal sole e tende nel bosco. La prima settimana ti manca il telefono. La seconda, quasi dimentichi perché ce l’avevi.
Per chi preferisce l’adrenalina della scena indipendente, il Crack! Fest al Forte Prenestino di Roma (LUNAR06) è un’esperienza a sé: quattro giorni di fumetto internazionale, centinaia di artisti da tutta Europa, e un centro sociale autogestito dal 1986 che funziona come una piccola città. I volontari gestiscono logistica, cucina, bar e allestimenti in un ambiente dove la parola d’ordine è “Condividi, Lavora, Divertiti”.
Più a sud, in Sicilia, i volontari del campo “Teatri Riflessi” (LUNARESC11) si ritrovano alle pendici dell’Etna, a Zafferana Etnea, per supportare un festival internazionale di danza e teatro contemporaneo che porta ogni anno centinaia di spettatori in un territorio che non si aspetterebbe tanto fermento culturale. Flash mob, allestimenti, accoglienza degli artisti: otto ore al giorno che passano senza accorgersene.
E nel profondo Cilento, tra ulivi e sentieri di montagna, il Spartan Camp 2.0 a Casaletto Spartano (LUNARESC15) costruisce letteralmente qualcosa: la Conchiglia di Venere, una struttura in legno che amplifica il suono senza elettronica, destinata a diventare palcoscenico naturale per la comunità. Poco distante, a Stella Cilento, il Cilento Fable Park 7.0 (LUNARESC24) sostiene invece “Cuntarìa”, un festival del racconto orale alla sua ottava edizione, dove il centro storico si trasforma per cinque giorni in uno spazio di incontro e narrazione collettiva.
Il cuore pulsante dei borghi
Quest’anno torniamo nei piccoli centri, come a Ciciliano (LUNARESC21), Roccantica (LUNARTEEN22) e Torricella in Sabina (LUNARESC16). In questi borghi che rischiano lo spopolamento, l’arrivo dei volontari di Lunaria è come una folata di vento fresco. A Torricella, il Lion Project 3.0 trasformerà un muro di cemento in un murale collettivo e restituirà alla comunità un orto sopraelevato abbandonato. A Roccantica, i ì giovani volontari aiuteranno ad allestire il Medioevo in Festa, 29ª edizione: costumi storici, tamburini, lanciatori di bandiere e fuochi che animano le vie del borgo. Non è solo “lavoro”: è uno scambio intergenerazionale profondo, la prova vivente che nessun luogo è troppo piccolo per ospitare grandi idee.
E per i più giovani, i nostri campi teen offrono avventure come “Together in the Forest” (LUNARTEEN12-17) in Lombardia, alla Cascina Rapello di Airuno: tende nel bosco di castagni, cura degli animali della fattoria sociale, costruzione di strutture con materiali trovati in loco. È la prima volta lontano da casa, la prima volta che si parla inglese per ventiquattro ore di fila, la prima volta che si capisce che la sostenibilità non è solo riciclare una bottiglia, ma imparare a vivere in armonia con la natura e con gli altri.
Chiudono il programma, in autunno, due campi per chi ama la lentezza e la profondità: “The Old Ways” a Cevo (LUNAR27), nel Parco dell’Adamello, con la manutenzione dei sentieri di alta montagna, e “ArchaeoMuseum” a Gavardo (LUNAR28), dove i volontari lavoreranno fianco a fianco con archeologi e archeozoologi per catalogare i reperti del sito UNESCO di Lucone di Polpenazze. Un museo che compie 70 anni e lo festeggia con il mondo.
Sei pront3 a partire?
Il programma 2026 è denso: 28 campi, dal Piemonte alla Sicilia, dall’Abruzzo alla Lombardia, dalla primavera all’autunno. Molti sono sostenuti dal Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), che rende il volontariato accessibile a tutti abbattendo le barriere economiche: vitto, alloggio e viaggio coperti dall’Unione Europea, senza quote di iscrizione.
Non serve essere esperti di edilizia o educatori professionisti. Serve curiosità, spirito di adattamento e la voglia di scoprire che, in un mondo che si muove, la direzione più bella è quella che prendiamo insieme.
Consulta il programma, scegli il tuo campo e preparati: il 2026 ti aspetta. Lascia il segno, portati a casa un mondo.
Visita la sezione dedicata del sito per scoprire tutti i progetti e le modalità di iscrizione.
Il mondo è in movimento. E tu?


