Tes, studentessa di “Gender studies, culture e politiche per i media e la comunicazione” all’Università La Sapienza di Roma. A Settembre 2025 è stata una dellɜ partecipanti del corso di formazione di PHOENIX, la conclusione delle attività formative del progetto. L’associazione Otra Escuela, ci ha ospitato a Madrid. Questa attività ha visto cooperare un gruppo di giovani provenienti da contesti veramente diversi tra loro sia culturalmente che socialmente. Tes si è messa in gioco e ha contribuito all’obiettivo principale del corso di formazione: la valutazione dei laboratori creati e sperimentati precedentemente nei diversi contesti locali in Giordania, in Italia, in Marocco e in Spagna. Grazie al training course siamo arrivati alla versione finale che si trova scaricabile gratuitamente nel secondo Toolkit del progetto.
Aspettative e scoperte
“Pensavo di partecipare solo a qualche brainstorming su temi legati al genere e all’empowerment femminile”, racconta Tes. Prima di partire le sue aspettative erano un po’ vaghe. Si aspettava di essere inserita in gruppi di lavoro per discutere tematiche specifiche e confrontarsi su argomenti a lei familiari in un contesto internazionale. La realtà si è rivelata infinitamente più ricca.
“Non avevo idea che fosse un lavoro in itinere, così complesso e pieno di collegamenti con le attività precedenti del progetto”, spiega. Il processo che abbiamo proposto all3 partecipanti ha previsto che ogni attività fosse costruita sulle fondamenta di quelle precedenti. Questo ha rappresentato una sfida e una grande lezione: l’apprendimento interculturale non è un evento isolato, ma un percorso continuo di connessioni e stratificazioni.
Il valore del lavoro di gruppo
Tra le numerose attività, i lavori di gruppo proposti hanno particolarmente colpito Tes: “Divisi in gruppi, affrontavamo diverse tematiche che ci venivano proposte o che emergevano dalle nostre riflessioni, discutendone insieme (…) È stato un modo per poter avere diverse opinioni e ruotare tra i gruppi così da poter interagire con tutt3 e con i diversi argomenti”. Dalle sue parole emerge che la dinamica partecipativa, fluida e inclusiva, favorisce il confronto interculturale su temi delicati e complessi.
L’esperienza più significativa per lei è stata ricoprire il ruolo di facilitatrice: “Ho imparato a lavorare in gruppo anche quando le idee non coincidono. Ad essere aperta a diverse opinioni e a comprendere cosa significhi davvero facilitare un gruppo: creare lo spazio perché diverse voci possano esprimersi e trovare sintesi comuni.”
Nell’approccio pedagogico di Lunaria, il ruolo dellə facilitatorə prevede che si accompagni il gruppo di persone che vogliono imparare, ascoltando attivamente i loro bisogni educativi. Tes, insieme ad un’altra partecipante, ha sperimentato cosa vuol dire vestire i panni dellə facilitatorə, gestendo una delle attività dei laboratori di PHOENIX.
L’interculturalità e le persone
“Non ci limitavamo a lavorare insieme nelle attività: ci prendevamo cura del posto che ci ospitava, condividevamo riflessioni importanti sulle nostre vite di tutti i giorni e momenti di svago nel tempo libero“. Queste parole spiegano che il training ha permesso a tuttɜ di conoscere davvero le persone con cui si collaborava, il loro contesto e le loro storie individuali. In questo modo l’interculturalità non è solo un concetto astratto ma una pratica fatta di gesti quotidiani, compromessi, scoperte reciproche e arricchimento continuo. “Ho amato i momenti in cui giocavamo insieme la sera, dove ognuno di noi era se stessзe, nonostante le barriere linguistiche, riuscivamo a capirci (…) Il contatto con le persone, le chiacchiere, gli scherzi insieme e la creazione di rapporti che durano oltre i progetti“.
Perché è così importante raccontare questa esperienza?
Tes ci parla non solo della sua semplice partecipazione ad un viaggio a Madrid intenso dove ha incontrato persone da diversi paesi, ma ci racconta molto di più: la crescita personale; l’affrontare le difficoltà personali e quotidiane della vita in collettività; l’interculturalità e tutte le sfaccettature talvolta complesse talvolta meravigliose… Ma soprattutto, ci racconta che agire attivamente per la giustizia sociale, l’empowerment femminile e la sensibilizzazione alle questioni di genere, non è solo parlare di temi che possono piacere e non piacere, ma è un impegno vero e proprio che arricchisce e fortifica, soprattutto nel confronto e nella condivisione.
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