140 giovani, 11 progetti, un grande esperienza trasformativa
Dal 2017, anno del nostro primo accreditamento come organizzazione coordinatrice per il Corpo Europeo di Solidarietà, Lunaria ha accompagnato centinaia di giovani europei in esperienze di volontariato che lasciano il segno, grazie al sostegno dell‘Agenzia Nazionale per la Gioventù, che gestisce questo programma europeo rivolto ai giovani.
I risultati del ciclo 2025 confermano la forza trasformativa di questi progetti: 140 volontari da 25 paesi hanno vissuto 11 esperienze di volontariato in tutta Italia, da Casperia a Zafferana Etnea, da Marzabotto a Stella Cilento.
I numeri raccontano storie di crescita personale e impatto solidale: il 92% dei partecipanti continuerà il proprio impegno nella solidarietà, mentre il 91% considera l’impatto creato nelle comunità ospitanti molto positivo. Ma sono le parole dei coordinatori e dei volontari a restituire davvero il senso profondo di queste esperienze.
“Having less is having more”: quando la semplicità diventa crescita
Al Rifugio Cognolo, a 1000 metri sulle montagne della Sabina, 13 giovani da Francia, Serbia, Italia, Spagna, Polonia, Germania e Ucraina hanno vissuto due settimane molto intense. Daniele, uno dei coordinatori di ALA, l’associazione che gestisce lo splendido rifugio, e che ha fatto da tutor al gruppo, descrive l’esperienza come “qualcosa di magico”.
“Abbiamo dormito in tenda, senza connessione internet, con bagni compost e docce solari. La vita semplice del rifugio ci ha portato in una situazione a cui non siamo abituati, e diventiamo più consapevoli dei bisogni degli altri. Raramente abbiamo avuto conflitti. Having less is having more.”
Il gruppo ha preparato il rifugio per il Festival della Montagna, costruendo spazi comuni, accogliendo ospiti, cucinando insieme. “In one word, it was special”, conclude Daniele. “Il gruppo è ancora in contatto dopo mesi, e sento che abbiamo creato qualcosa di veramente unico.”
I nostri dati confermano questo impatto: il 74% dei partecipanti si sente più sicuro delle proprie capacità, il 73% più capace di adattarsi a nuove situazioni, il 70% più capace di cooperare con persone di background diversi.
“Siamo diventati parte della comunità”: l’ESC come ponte interculturale
A Zafferana Etnea, ai piedi della “muntagna”, 16 giovani da Slovacchia, Armenia, Lettonia, Ucraina, Francia, Bulgaria, Spagna e Italia hanno supportato il festival Teatri Riflessi, dedicato alle arti performative contemporanee. Le coordinatrici Agnese e Roberta raccontano come la collaborazione e l’accoglienza delle associazioni locali abbiano favorito “lo scambio tra i volontari e la comunità locale, creando connessioni con i giovani del territorio e con i cittadini di Zafferana.”
Il progetto ha permesso ai volontari di immergersi nell’organizzazione del festival, suddividendosi tra backstage, accoglienza, workshop, allestimenti. “L’obiettivo del festival è di avvicinare un pubblico di non fruitori alle arti contemporanee, e i volontari con il loro supporto e il loro contributo internazionale hanno reso possibile lo scambio tra locali e artisti da tutto il mondo.”
A Carsoli, comunità isolata tra Lazio e Abruzzo, 13 volontari da Svizzera, Turchia, Francia, Armenia, Ucraina, Spagna e Italia hanno costruito casette per lo scambio gratuito di libri con materiali riciclati nel progetto MarsiCamp 2025. Anche qui l’accoglienza della comunità è stata fondamentale. Yasamin e Camilla, le coordinatrici del gruppo, sottolineano: “la comunità locale è stata molto accogliente e gentile, i volontari sono diventati rapidamente amici con molte persone del paese.”
L’accoglienza che funziona: i giovani con “minori opportunità”
Uno dei risultati più significativi dei nostri progetti ESC riguarda la partecipazione di giovani con minori opportunità. Il 36% dei partecipanti (51 persone) proveniva da contesti caratterizzati da barriere economiche, sociali, geografiche o culturali.
E i dati rivelano qualcosa di straordinario: questi giovani non solo hanno avuto esperienze altrettanto positive degli altri, ma in alcuni ambiti hanno mostrato risultati persino migliori. L’86% di loro afferma di aver acquisito competenze utili per la carriere. La loro valutazione dell’esperienza è allineata a quella del resto del gruppo, confermando che i nostri progetti riescono davvero a creare spazi inclusivi e trasformativi.
Le competenze che restano
Oltre il 80% dei volontari ha sviluppato competenze personali, sociali e di apprendimento, insieme a competenze multilinguistiche. Il 58% ha migliorato la propria consapevolezza culturale e il 38% ha rafforzato competenze di cittadinanza attiva.
I partecipanti si sentono più aperti, più curiosi, più consapevoli delle proprie capacità, più capaci di cooperare e adattarsi. Il 77% afferma di aver acquisito competenze utili per la carriera futura, e il 62% si sentono più sicuro per future sfide lavorative.
Il nostro impegno per il 2025 e i piani per il 2026
Ora gli 11 progetti ESC in Team che abbiamo organizzato nel 2025 stanno sedimentando competenze, nuome amicizie e impatto locale. Da attività di ripristino ambientale nelle montagne della Sabina, ai festival culturali in Sicilia e Abruzzo, passando per progetti di inclusione sociale in Viterbo e campi archeologici in Lombardia. Ogni attività è costruita insieme alle comunità locali, con un forte radicamento territoriale.
Il programma 2026 è pronto: a febbraio lo presenteremo agli incontri delle nostre reti internazionali e dal 5 marzo lo “sveleremo” su tutte le piattaforme. Ovviamente la partecipazione di giovani italiani è benvenuta, spesso sono loro a creare i ponti con le comunità locali di accoglienza.
Perché l’ESC con Lunaria
Da 30 anni promuoviamo il volontariato internazionale come strumento di trasformazione personale e sociale. Il nostro approccio all’ESC si basa su:
- Radicamento territoriale: lavoriamo con comunità locali, spesso in aree rurali e marginali, per creare impatto solidale duraturo
- Inclusione reale: il 36% dei nostri partecipanti ha fewer opportunities, e i risultati dimostrano che l’inclusione funziona
- Educazione non formale: crediamo nell’apprendimento attraverso l’esperienza, la cooperazione, lo scambio interculturale
- Missione, non profitto: non lavoriamo per guadagno, ma per costruire una società più giusta e solidale, contro le guerre e il razzismo
Contattaci per maggiori informazioni, ma intanto scopri il nostro lavoro con il Corpo Europeo di Solidarietà. Qui il sito istituzionale del programma.













