APPROCCIO PEDAGOGICO
Educare per trasformare il mondo
“L’educazione non cambia il mondo, cambia le persone che cambiano il mondo”
Lunaria si riconosce nei principi della pace, della giustizia sociale, della solidarietà, della partecipazione democratica e della promozione dei diritti. Ci impegniamo a combattere ogni forma di ingiustizia: fascismo, razzismo, sessismo, abilismo, disuguaglianze sociali.
Questi non sono solo concetti, sono problemi concreti che colpiscono le persone ogni giorno. Il nostro modo di “educare” nasce proprio da qui, dalla voglia di costruire una società più giusta, senza guerre né discriminazioni. Le attività di Lunaria, rivolte sia ai giovani che agli adulti, non servono a “insegnare qualcosa”. Mirano a creare comunità, a fare domande, a cambiare il modo in cui guardiamo il mondo, per cercare di trasformarlo.
Perché educare, per noi, significa anche provare a cambiare le cose, generando un impatto che sia sociale, culturale e politico.
Educare insieme e partecipazione
Crediamo che ogni persona impari meglio quando partecipa attivamente. Per questo proponiamo percorsi volontari, aperti, interattivi, costruiti ascoltando i desideri, i bisogni e le esperienze di chi vi prende parte.
Nessuno ha la verità in tasca. Non c’è un sapere “giusto” da trasmettere dall’alto, ma tanti saperi diversi che si incontrano e si mettono in discussione. Chi partecipa è parte attiva del processo educativo: si impara insieme, nel dialogo e nella relazione.
Questo è ciò che intendiamo quando parliamo di un sapere “non egemonico”: significa riconoscere che non esiste una sola storia, una sola verità o una cultura che vale più delle altre. È importante che tutte le voci possano essere ascoltate e che ognuno abbia lo spazio per raccontare la propria esperienza. In questo senso, il dialogo tra le culture è per noi essenziale per costruire la pace.
Guardare il mondo con occhi critici
Viviamo in un mondo pieno di disuguaglianze. Alcune persone subiscono discriminazioni per il colore della pelle, per il genere, per il corpo che abitano, per il passaporto che hanno, per chi amano, per le condizioni economiche. Noi cerchiamo di osservare tutto questo con uno sguardo intersezionale.
Questo sguardo ci aiuta a capire che le oppressioni non agiscono da sole e non si sommano, ma si intrecciano. Diverse dimensioni di discriminazione producono esperienze complesse e spesso invisibili se guardate con uno sguardo parziale. Capire queste differenze è il primo passo per costruire un cambiamento reale.
Allo stesso modo, ci impegniamo a “decolonizzare” lo sguardo sull’educazione. Non crediamo che le idee e le storie europee o occidentali possano essere considerate “universali”. Crediamo invece che sia fondamentale riconoscere valore anche ai saperi che arrivano da altri luoghi e da altre esperienze. Questo è ciò che chiamiamo sguardo non-eurocentrico: significa non mettere al centro sempre e solo l’esperienza di chi ha avuto più potere nella storia, ma ascoltare anche chi è stato marginalizzato, escluso, reso invisibile.
Educare è creare spazi
Per noi, educare è aprire spazi. Spazi accessibili e plurali, in cui ogni persona possa esprimersi e diventare parte attiva del cambiamento, condividendo saperi attraverso il dialogo, il confronto e la cooperazione.
In una società che spesso impone gerarchie, disuguaglianze e silenzi, noi lavoriamo per costruire relazioni orizzontali, in cui l’apprendimento è reciproco e la partecipazione diventa strumento di liberazione e costruzione democratica.
In questi spazi si può immaginare un mondo diverso. Si può provare a cambiare e a superare barriere invisibili ma molto reali, e costruire passo dopo passo una società più giusta, più paritaria, più solidale.
I Principi del Nostro Approccio Pedagogico
Pace, giustizia sociale, solidarietà
Lunaria si fonda sui principi della pace, della giustizia sociale e della promozione dei diritti umani, come condizioni essenziali per un benessere autentico – individuale e collettivo – e per la tutela dell’ambiente e di ogni forma di vita. Educare alla pace e alla giustizia sociale significa contribuire a un cambiamento profondo nei modi di pensare e agire, per costruire una società più equa, dove ogni persona possa vivere con dignità e accedere pienamente ai propri diritti.
La solidarietà è per noi uno strumento attivo contro l’individualismo crescente e la frammentazione sociale. Promuoviamo processi educativi che favoriscano relazioni significative, confronto critico, cooperazione e interazioni interculturali, come base per la costruzione di comunità inclusive e solidali.
Uguaglianza sostanziale e accessibilità
Vogliamo una società in cui i diritti siano pienamente accessibili e in cui l’uguaglianza sia non solo formale, ma sostanziale. Per questo il nostro approccio educativo mira a rimuovere ostacoli e a valorizzare le differenti esperienze. Progettiamo percorsi eterogenei e flessibili che tengano conto delle specificità di ciascuna persona e dei diversi stili di apprendimento.
Ogni persona attraversa esperienze uniche che incidono sul modo di partecipare e di imparare. Utilizziamo metodologie dinamiche, inclusive e flessibili, per creare ambienti accessibili e stimolanti, che favoriscano l’interazione, l’espressione e la partecipazione all’interno del gruppo. L’educazione che promuoviamo è flessibile e inclusiva, capace di adattarsi alle persone, non di adattare le persone a un modello imposto.
È un’educazione che coinvolge mente, corpo ed emozioni, che valorizza l’ascolto e il pensiero critico. Per noi, educare significa creare spazi per crescere insieme, comprendere il mondo e contribuire a trasformarlo in senso più giusto e solidale.
Lotta a ogni forma di discriminazione e dialogo culturale
Viviamo in una società segnata da disuguaglianze profonde, polarizzazioni, razzismi vecchi e nuovi, sessismi strutturali, discriminazioni multiple e normalizzate. Contro queste dinamiche, il dialogo culturale è per noi una scelta politica e pedagogica: non un esercizio di “tolleranza”, ma una pratica quotidiana di convivenza consapevole e trasformativa.
Nei nostri percorsi educativi, promuoviamo l’incontro autentico tra persone con origini, esperienze e visioni differenti. L’intercultura, per noi, non è l’appiattimento delle differenze, ma la possibilità di metterle in relazione, riconoscendo i propri limiti e pregiudizi, costruendo fiducia, senza negare le tensioni.
Questo tipo di educazione rompe la logica dell’indifferenza o dello scontro, e genera spazi in cui ciascuno può esprimersi, ascoltare e confrontarsi in modo aperto, orizzontale, senza verità assolute. Contrastiamo attivamente il linguaggio violento, l’esclusione sistemica e la paura dell’altro, coltivando relazioni che generano conoscenza, giustizia e pace.
Pensiero critico intersezionale e decoloniale
Promuovere un pensiero critico intersezionale significa riconoscere come le diverse forme di potere – patriarcato, sessismo, razzismo, abilismo, disuguaglianze economiche – agiscano simultaneamente, influenzando in modo differente le vite delle persone. Comprendere queste intersezioni permette di sviluppare uno sguardo consapevole e situato, capace di cogliere la complessità delle oppressioni e di non lasciare indietro nessuna persona.
Un pensiero decoloniale ci spinge invece a mettere in discussione lo sguardo eurocentrico che ha dominato la produzione del sapere, per riconoscere e valorizzare conoscenze e prospettive spesso marginalizzate. Questo approccio rende l’educazione uno spazio aperto, fluido, interrogativo, in cui nulla è dato per scontato.
Educazione partecipata, informale e non formale
Crediamo in un’educazione che nasce dall’esperienza, dalla relazione e dal confronto, non dalla trasmissione verticale di nozioni. Nei nostri percorsi, basati sull’educazione non formale – intenzionale, strutturata ma fuori dai circuiti scolastici – e sull’educazione informale – spontanea e quotidiana, che avviene nella vita reale – l’apprendimento è un processo condiviso e orizzontale.
Ogni persona porta con sé saperi, vissuti e domande che arricchiscono il gruppo. L’educazione partecipata che promuoviamo mira a sprigionare energie individuali e collettive, a stimolare pensiero critico e capacità di azione, per affrontare i conflitti, leggere la complessità e immaginare alternative.
Insieme per un mondo più giusto
Il nostro approccio pedagogico è una scelta politica: educare per trasformare, costruire spazi di libertà, coltivare relazioni orizzontali e solidali. Unisciti a noi in questo viaggio.
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