Dreamers, avvio al lavoro o disobbedienza civile?

Dignità e organizzazione: esempi di buone pratiche antirazziste.
È on-line l’ultimo focus curato da Lunaria.

Non sono tempi facili per chi si impegna nel lavoro di promozione dei diritti dei migranti e dei rifugiati. Non lo sono per via del clima politico in diversi Paesi d’Europa (e negli Stati Uniti) e perché in periodi di incertezza economica le risorse umane e finanziarie tendono a scarseggiare. In Italia in particolar modo, una situazione nella quale la politica sembra divertirsi a creare emergenze e allarmi quotidiani, una crisi economica che dura da diversi anni e un clima di sfiducia nei confronti dei media e delle istituzioni – anche quelle della società civile – rende tutto complicato.

Eppure in America, in Europa e nel nostro Paese ci sono belle e buone esperienze di campagne, accoglienza, organizzazione che funzionano. C’è di tutto: accoglienza in emergenza, soccorso legale, campagne che chiedono diritti per nuovi cittadini, avvio al lavoro e all’imprenditoria, campagne anti fake news e anti rumors, sport come momento di aggregazione e incontro. Con il focus che pubblichiamo di seguito – Dignità e organizzazione, il lavoro con rifugiati e migranti in Europa e negli Stati Uniti – proviamo a fare una rassegna parziale di quel che c’è e di come lo si fa. Come ha fatto il milione di Dreamers americani a vincere la sua battaglia per la regolarizzazione? Cosa abbiamo da imparare dal community organizing americano? E perché le sentenze che hanno assolto chi aiuta migranti al confine tra Francia e Italia sono importanti? Quante squadre di calcio in cui giocano anche rifugiati e migranti ci sono in Europa? E come funziona il tentativo di collocare i rifugiati siriani in segmenti del mercato del lavoro consoni alla loro preparazione? Ci sono buone pratiche, idee, forme organizzative su cui ragionare per migliorare l’efficacia e l’efficienza del lavoro che si fa?

Nel Focus proviamo a rispondere, sapendo che mille buone esperienze ci saranno sfuggite, ma la rassegna che presentiamo è un invito alla ricerca di forme e pratiche dell’antirazzismo che si mostrino all’altezza delle difficoltà del momento. Abbiamo chiamato il focus “Dignità e organizzazione” perché ci pare che questi due aspetti siano cruciali: dignità perché qualsiasi lavoro volto a restituire o far acquisire diritti dovrebbe avere al centro l’idea che non lo si fa per dei soggetti marginali; organizzazione perché troppo spesso, quando si lancia una campagna, si pensa troppo ai suoi contenuti, al messaggio, e troppo poco a come fare in modo che questi e l’obbiettivo finale vengano raggiunti.

(Il Focus è organizzato per capitoli, ci occupiamo di: organizzazione, della vicenda dei Dreamers, di fake news, rumors ed hate crime e di chi li combatte come, di pronto intervento in situazioni di emergenza e disobbedienza civile, di buone pratiche nel calcio, del lavoro delle istituzioni contro il razzismo).

 

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