Le Ong sotto attacco: “Noi sostituti della politica, si faccia chiarezza”

Un’accusa che alcune delle Ong coinvolte hanno rispedito al mittente proprio oggi: mentre il procuratore Giordano smentiva la presenza di qualsiasi collegamento tra Ong e trafficanti, Amnesty International, Medici Senza Frontiere e Cospe intervenivano infatti a Montecitorio, durante una conferenza stampa organizzata da Sinistra Italiana-Possibile. Un’occasione per fare chiarezza su quello che sta succedendo, e per affermare a voce alta che nelle operazioni di soccorso di queste Ong non c’è nulla di oscuro. “Tutte le nostre operazioni avvengono secondo il diritto del mare e sotto il coordinamento e le indicazioni della Guardia Costiera italiana”, ha affermato Loris De Filippi, presidente dei programmi sulle migrazioni di Medici Senza Frontiere, la cui nave Prudence, che può arrivare a ospitare fino a mille persone, si occupa di salvataggio e primo soccorso. Secondo De Filippi, alle origini dell’operato delle ong c’è una gravissima assenza istituzionale; una posizione ribadita da tutti i presenti. “Le Ong si sono inventate nuovi modi di salvare vite, questa è la verità. Le organizzazioni umanitarie si sono dovute sostituire agli stati”, ha affermato Gianni Rufini, direttore di Amnesty International. La ong ha deciso di schierarsi, pur non svolgendo attività di salvataggio in mare, contro una situazione che il suo direttore non ha esitato a descrivere “oscena e disumana”. “L’operazione Mare Nostrum, con la quale l’Italia si è distinta positivamente rispetto al resto degli stati europei, non è stata sostituita da simili azioni di stampo europeo” ha osservato Rufini, evidenziando come invece si siano moltiplicate le operazioni di Frontex “che non hanno come finalità il salvataggio delle persone. Prova ne è il fatto che da un anno Frontex si è ritirata a nord di Malta, dove i migranti non arrivano, visto che i naufragi avvengono per lo più al largo delle coste libiche”.

Secondo le Ong intervenute in conferenza stampa, gli stati europei hanno una enorme responsabilità in questi naufragi: è proprio la mancanza di politiche per l’ingresso legale e sicuro che costringe le persone a utilizzare i canali dei trafficanti. Canali che, ricordiamo, sono tanto costosi quanto pericolosi: due aspetti che non scoraggiano le partenze. Indice che ciò che le persone lasciano è molto peggio di quello a cui vanno incontro. “Le migrazioni sono un fenomeno epocale rispetto al quale non si torna indietro: va affrontato subito, e con senso di responsabilità, dalla politica”, ha dichiarato Giorgio Menchini, presidente di Cospe e cofondatore di Sos Mediterranée Italia, che con la nave Aquarius si pone l’obiettivo di condurre operazioni di Search and Rescue. Al contrario però l’unica risposta europea è stato un allontanamento delle persone dai propri confini, attraverso accordi con i paesi terzi e l’esternalizzazione delle frontiere. “Di fatto noi come stati europei costringiamo le persone a salire sui gommoni che affondano. Si lancia un messaggio chiaro: vi lasceremo affogare!, per convincere le persone a non partire”, sono le dure parole con cui Rufini denuncia “sconcertanti giochi politici sulla pelle delle persone”.

E’ questo il quadro in cui operano le ong, provando in accordo con la Guardia Costiera a salvare vite umane, scontrandosi con “calunnie, mezze chiacchiere, discredito”, ha affermato ancora Rufini, mettendo in guardia rispetto alla grande crisi umanitaria di cui gli stati europei si stanno macchiando.

“La politica dovrebbe ringraziare chi si sostituisce a essa, invece ci troviamo di fronte a un fiume di parole vergognose”, ha sottolineato il segretario di SI Nicola Fratoianni, ricordando anche che, al momento, l’unico modo legale di entrare in Italia è ancora legato alla legge Bossi-Fini. “Lo scenario internazionale è cambiato. E’ compito della politica analizzare il contesto e definire di conseguenza diverse modalità di ingresso: legiferare sul reale”, evidenzia De Filippi, denunciando così le lacune istituzionali. “Noi – ha ribadito – proviamo a salvare vite umane, e contribuiamo anche al monitoraggio di ciò che succede nel Mar Mediterraneo, dove non arrivano gli occhi dell’opinione pubblica”. De Filippi ha evidenziato come la presenza delle Ong possa, per alcuni aspetti, risultare scomoda: “Vediamo i traffici, vediamo la collusione tra milizie e mafie. Ma soprattutto vediamo i morti. E’ incredibile come i dati su quante persone abbiamo perso la vita in questi terribili viaggi si riferiscano solo a stime. Sembra che a nessuna istituzioni interessi monitorare la strage che si sta compiendo. Ad esempio, nell’ultima operazioni di salvataggio abbiamo recuperato, purtroppo, 5 morti. Morti che, se non ci fossimo stati noi sarebbero stati dimenticati. In sintesi – ha concluso De Filippi – osserviamo gli effetti delle politiche europee sugli esseri umani”.

Cosa chiedono le Ong? Che sia fatta chiarezza. Che si indaghi. Che si cessi di tessere giochi politici sulla pelle delle persone, che si tutelino i diritti, ora messi a durissima prova. Che si dica la verità all’opinione pubblica. “La nostra risposta non è una difesa, ma un attacco – ha affermato Menchini – Un attacco all’assenza di politiche, che costringe noi a tutelare le persone e il loro diritto a vivere”.

E in questo binario si pone Sinistra Italiana-Possibile, che domani chiederà al governo, durante il question time, di fare chiarezza, presentando una mozione parlamentare a sostegno delle ong. Lo ha annunciato il capogruppo di Sinistra italiana alla Camera Giulio Marcon esprimendo “completa solidarietà a chi svolge un ruolo di supplenza davanti a una politica europea fallimentare”.

Serena Chiodo

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