Riforma sulla cittadinanza: il Senato batte un colpo

La prossima settimana saranno discussi “la relazione della Commissione antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito nonché, ove conclusi dalle Commissioni,  i disegni di legge sulla protezione dei minori stranieri non accompagnati, sul contrasto al cyberbullismo e in materia di cittadinanza”. E’ quanto avrebbe confermato ieri il Presidente del Senato Grasso secondo quanto riportato dal sito stranierinitalia.it

 

cittadinanza

 

Annuncio atteso da tempo dai giovani senza cittadinanza che hanno fatto un pressing particolarmente intenso nel dicembre scorso e di nuovo negli ultimi giorni e dalle associazioni promotrici della campagna L’Italia sono anch’io.

A dicembre in un incontro con il Presidente del Senato e in una conferenza stampa avevano tentato di convincere i Senatori Pd a riesumare il testo della riforma che attende dall’ottobre 2015 (quando fu approvata in Aula alla camera) di ricevere l’attenzione dei membri della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Incontri, appelli, sit-in non erano riusciti a smuovere le acque, tenute immobili dalla campagna referendaria.

Oggi il vento sembrerebbe cambiato: diversi esponenti illustri del PD, dal capogruppo al Senato Zanda, al Presidente Orfini alla ex Ministra Livia Turco si sono espressi a favore dell’approvazione della legge entro la fine della legislatura.

Il diavolo sta però nei dettagli. Sul testo di legge pendono 7mila emendamenti presentati in gran parte dalla Lega Nord per boicottare l’approvazione della legge. Un modo per superare l’empasse sarebbe quello di portare direttamente in aula la discussione anche prima che la commissione abbia esaurito l’esame del testo come suggerito dalla capogruppo di Sinistra italiana al Senato De Petris

Nelle prossime settimane le associazioni della campagna L’Italia sono anch’io e il gruppo dei creativi giovani senza cittadinanza aumenteranno la pressione programmando nuove iniziative pubbliche.

Teniamoci tutt@ pront@ per sostenerle prima che il vento cambi di nuovo.

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