Lunaria al Senato: “Serve lungimiranza: il Senato approvi la riforma sulla cittadinanza”

ius-soli-migrante-italiano-bimbiIeri Lunaria ha partecipato insieme ad altre associazioni aderenti alla campagna L’Italia sono anch’io (Arci, Asgi, CGIL, Rete G2 che è intervenuta a nome della campagna), a UNCHR e a UNICEF, alle Audizioni che si sono svolte presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito al testo di riforma.
Il 13 ottobre 2015, dopo ben tre anni e mezzo dal deposito alla Camera delle proposte di legge di iniziativa popolare su cittadinanza e diritto di voto amministrativo su cui la campagna L’Italia sono anch’io aveva raccolto più di 200mila firme, un testo di riforma della legge sulla cittadinanza è stato approvato in aula in prima lettura alla Camera con 310 voti favorevoli, 63 contrari e 83 astensioni. Ora la parola è passata al Senato ma la discussione del ddl non è ancora calendarizzata.
La popolazione straniera residente era pari a 5.014.000 persone al 31 dicembre 2014. Tra queste erano circa 713mila i cittadini stranieri di età compresa tra i 7 e 20 anni: sono soprattutto queste 713mila persone quelle sulle quali l’approvazione definitiva della legge di riforma potrebbe avere degli effetti immediati. Circa 48mila delle circa 129.887 acquisizioni di cittadinanza rilevate dall’ISTAT nel 2014 hanno infatti interessato giovani che hanno acquistato la cittadinanza per trasmissione dei genitori o che hanno scelto di diventare cittadini dopo il compimento dei 18 anni.
Nel corso dell’audizione Grazia Naletto, Presidente di Lunaria, ha sottolineato che il ddl licenziato dalla Camera “E’ un testo molto diverso da quello proposto dalla campagna. E tuttavia, in tempi in cui non è facile che un’iniziativa promossa dalla società civile abbia molte possibilità di trovare un’eco in Parlamento, si tratta di un passo significativo perché, se la legge venisse definitivamente approvata al Senato, avvicinerebbe il paese formale a quello reale e, soprattutto, renderebbe più facile la vita a migliaia di persone.”
Ricordando che il dibattito pubblico e politico su questa riforma è in corso per lo meno a partire dalla fine degli anni ’90, ha proseguito: “Non c’è bisogno di ulteriori riflessioni. Oggi la nostra richiesta è innanzitutto questa: che il Senato non indugi oltre e arrivi a una rapida approvazione del testo di riforma. Che i principi di eguaglianza e di rappresentanza della società nella sua interezza abbiano la meglio sulle parole e sulle scelte politiche ingiustamente discriminatorie.”
Tre modifiche al testo licenziato dalla Camera sarebbero secondo Lunaria auspicabili.
a) L’introduzione di un articolo che intervenga a facilitare la naturalizzazione dei cittadini stranieri adulti stabilmente soggiornanti nel nostro paese, ingiustamente “sacrificati”, nel corso delle mediazioni avvenute in Commissione alla Camera, per raggiungere un accordo all’interno della maggioranza.
b) Svincolare la possibilità di acquisire la cittadinanza da parte dei minori nati in Italia dalla titolarità di un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo da parte di almeno uno dei genitori. Per ottenere questa tipologia di soggiorno sono richiesti requisiti di reddito stringenti, dunque subordinare il diritto alla cittadinanza alla loro sussistenza significherebbe di fatto introdurre un principio discriminatorio fondato sul reddito.
c) Cancellare gli ultimi due paragrafi dell’art.4 comma 2 del disegno di legge che, con riferimento al cosiddetto “ius culturae” per le persone che hanno già compiuto 20 anni, prevede che l’ufficiale di stato civile debba richiedere al Ministero dell’Interno un nullaosta relativo all’insussistenza di precedenti dinieghi della cittadinanza per motivi di sicurezza della Repubblica o di provvedimenti di espulsione o di allontanamento per gli stessi motivi di sicurezza nazionale, dando ben sei mesi di tempo al Ministero dell’Interno per rispondere.
Le modifiche sopra indicate contribuirebbero a rendere il testo del disegno di legge più equo e maggiormente rispondente ai principi sanciti dalla nostra Costituzione, primo fra tutti l’art.3 che sancisce il principio di eguaglianza.
Il contesto politico non sembra però favorevole al raggiungimento di un accordo su tali modifiche migliorative. Per questo Lunaria, insieme a tutte le altre organizzazioni che hanno partecipato alle Audizioni, ha invitato i membri della Commissione a discutere e licenziare rapidamente il testo, almeno nella versione approvata alla Camera.

Qui è possibile leggere il comunicato della campagna L’Italia sono anch’io.

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