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I diritti non sono un “costo”

10/01/2013

I diritti non sono un “costo” è un progetto promosso da Lunaria in collaborazione con la cooperativa Berenice, le associazioni Gli Asini e OsservAzione, la campagna Sbilanciamoci! e la rivista Lo straniero.

Nel contesto dell’attuale crisi economica, l’attenzione istituzionale riservata alle politiche strutturali (riordino della finanza pubblica, rilancio dell’economia) rischia di relegare in secondo piano le politiche di inclusione sociale e di garanzia dei diritti umani dei migranti e delle minoranze; di aumentare a livello sociale le occasioni e il livello di conflittualità tra nativi e migranti sia nel mondo del lavoro che nell’accesso al welfare. I pur necessari interventi di riordino e razionalizzazione della spesa pubblica dovrebbero mantenere la capacità di assicurare la garanzia dei diritti umani fondamentali di tutte le persone residenti sul territorio.

Il progetto I diritti non sono un “costo” prevede attività di ricerca, di informazione e di sensibilizzazione culturale finalizzate ad approfondire la conoscenza del reale impatto sociale ed economico della presenza dei cittadini stranieri e delle minoranze rom nel nostro paese.

a) La spesa pubblica sull’immigrazione in Italia

In Italia l’analisi dell’impatto dell’immigrazione sulla spesa pubblica è carente. Solo negli ultimissimi anni alcuni rapporti della Corte dei conti e alcuni studi realizzati da Ong e istituti di ricerca hanno consentito di acquisire dati e informazioni in materia che restano tuttavia parziali. Forti dell’esperienza acquisita in questi anni con le attività di ricerca svolte da Sbilanciamoci! Lunaria ha deciso di avviare un osservatorio sistematico in materia per analizzare, comparandoli, gli stanziamenti annuali finalizzati alle politiche di inserimento sociale dei migranti e gli stanziamenti finalizzati al contrasto e al contenimento delle migrazioni.

b) I costi della “politica dei campi”

L’asse privilegiato delle politiche di inclusione sociale e abitativa dei Rom continua in Italia ad identificarsi con la “politica dei campi”. Sin dagli anni ’70 è questo il “modello” scelto dalle istituzioni nazionali e locali per far fronte alla presenza delle comunità di Rom e Xinti.

Un’analisi rigorosa dei loro costi consente di verificare l’efficacia e l’efficienza degli interventi realizzati e di valutare se sono identificabili modelli di inserimento sociale e abitativo dei rom alternativi a quelli proposti sino ad oggi. I promotori del progetto realizzeranno una prima indagine sperimentale sulle politiche promosse tra il 2005 e il 2011 a Roma, Napoli e Milano.

c) Una campagna di informazione e di interlocuzione con le istituzioni

Le attività di ricerca proposte nel progetto non sono fini a sé stesse ma sono specificamente finalizzate a supportare lo sviluppo di una campagna intensiva di informazione e di advocacy che avrà come destinatari preferenziali i decisori politici e gli operatori dell’informazione, ma anche gli operatori sociali e il mondo della cultura.

d) L’attivazione del mondo della cultura

La costituzione di un gruppo di lavoro multi-disciplinare composto da personalità del mondo della cultura e dell’arte interessate a intervenire in prima persona nel dibattito pubblico sulle migrazioni, offrirà un contributo significativo al rovesciamento dei paradigmi culturali sulle migrazioni e al consolidamento di una cultura di garanzia dei diritti di cittadinanza nel nostro paese. Un manifesto culturale, l’organizzazione di seminari di discussione collettiva e la pubblicazione di articoli e saggi on line e sulla stampa cercheranno di rendere meno superficiale e stereotipata la riflessione su temi delicati e di frontiera quali la libertà religiosa, l’educazione, l’insegnamento della lingua italiana, le condizioni di vita delle donne straniere.

*immagine Else Edizioni
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